Spezzino vero

CHE MONDO LASCIARE A UNA FIGLIA?

In un post di ieri sera ho raccontato qualcosa che avevo vissuto da poco. In un locale, un signore che aspettava - come me - un'ordinazione d'asporto flirtava in maniera impacciata con la giovane cameriera, una bella ragazza cui non riusciva a staccare gli occhi di dosso.

Ho detto del bel sedere della ragazza e del mio disagio nell'assistere a una scena che certo aveva qualcosa di non usuale, sebbene fosse lontana - nella mia percezione, come credo in quella di chiunque altro avrebbe potuto essere presente - a rappresentare un caso di molestie.

Ho raccontato quei due o tre minuti, concentrandomi sulla dinamica instaurata tra i due e provando a immaginarmi alcuni dei mondi da cui quei momenti fossero nati.

Ai miei occhi, il mio era in buona sostanza un racconto di tristezza. Nei pochi minuti spesi nella composizione, però, non avevo considerato tutte le possibili letture, tralasciando la possibilità che apparisse come un caso di molestie. Una colpa non da poco per chi, costruendo messaggi, strappa via lo stipendio.

E mentre io raccontavo un attimo fatto di attimi, così, c'è stato chi ha letto molestie, violenza giustificata, episodi e dolori vissuti in prima persona.

Ne abbiamo discusso ed è da questa mattina che mi parla in testa la domanda: "Che mondo vorresti lasciare a tua figlia?".

Ora, che la ho appena messa a letto, è un buon momento per cercare una risposta.

L'ovvietà è che non voglio lasciarle un mondo dove debba faticare il doppio per raggiungere lo stesso risultato di un uomo, dove sia pagata meno, dove debba subire battute o frasi che prendano il suo essere donna coma una colpa, una menomazione, un incidente.

Altrettanto ovviamente, poi, vorrei lasciarle un mondo che le consenta di sfruttare a pieno le sue doti, che le consenta di scegliere se essere mamma senza presentarle rinunce, che non conosca indulgenza verso la violenza di genere.

Sono un papà come tutti, uno che per sua figlia non vuole limiti.

Trovo però che non sia questa la domanda giusta, ma che sia più corretto domandaemi che figlia voglio laaciare al mondo e dunque cosa devo sforzarmi di insegnarle.

E quello che voglio insegnarle è prima di tutto a capirsi per bene, farsi le giuste domanda, essere certa di essere lei veramente e non quello che le dicono di essere o altri pensano debbano essere.

Vorrei insegnarle, poi, a essere capace di riconoscersi negli altri e di fare in modo chd gli altri si riconoscano in lei, sotto e oktre le certe differenze.

Mi sforzo di insegnarle il limite del rispetto, anche se essere autorità non mi viene molto bene e punto a farlo meglio quando potrà capire cosa siano la gioia e il dolore.

Le insegnerò che essere furba è importante, per non farsi fregare, ma che non fregare è più importante, perché ha che fare con ciò che sei e non con quel che fai.

Proverò a spiegarle come riconoscere le buvie e gli inganni, a non dar peso a quel che non merita peso, a chiamare le cose con il loro nome.

Vorrei che l'amore lo vedesse solo nell'amore, senza il cuore marcio della gelosia. Dalla gelosia, spero, le insegnerò a stare distante.

Le insegnerò a rimanere decisa come è adesso, ma dovrò aiutarla a non spezzarsi dalla delusione, perché non tutto ciò che si vuole si raggiunge.

Le spiegherò che alla base c'è la fiducia e che la fiducia è una moneta preziosa, che molto ripaga se investita bene. Se dai fiducia, ottieni fiducia, ma devi scegliere bene.

Non le dirò mai di fidarsi solo di se stessa, ma di essere attenta nella scelte.

Soprattutto, poi, proverò a darle l'esempio.

E tra tutte le cose - sinceramente - questa è quella che più mi pare difficile e più mi spaventa.

#vitadaspezzino

PS. In aggiunta voglio lasciarle tutti i miei libri, anche quello che continuo ad accumulare senza riuscire a leggere, da quando lei c'è. Nella speranza che le piaccia leggere e leggere tutto, senza spaventarsi di fronte ai milioni di mondi possibili per poi tornare alla sua realtà.

Cassonetti intelligenti non significa che hanno imparato a riempirsi da soli...

Spot 5G, Strina's Cut

Altalena inclusiva della Maggiolina.
È così da mesi.

È l'unica della città in cui possa andare anche un bimbo in carrozzella.

Incivile chi la lascia usare impropriamente e la rompe.
Inaccettabile, però, non provarci neanche piû.

Se non è colpa di chi deve fare manutenzione, non lo è neanche di chi è in carrozzina.

DISEGNO PER TATUAGGIO?

Simone chiede un consiglio:
" Ciao SpV,
tra 2 mesi mi trasferirò all'estero. Volerrei farmi un tatuaggio che ricordi casa mia. Mi piacerebbe sapere se qualcuno volesse disegnare qualcosa che ricordi la Palmaria o il Golfo o Spezia, che sia riconducibile da tutti gli spezzini, da fare interno braccio, o sulla spalla o al polpaccio. Grazie."

DISINFESTAZIONE NIDO CALABRONI?

In privato chiedono un consiglio:
" Ciao SpV,
cerco ditta o persona specializzata per disinfestazione da nido di calabroni. Vigili del fuoco e protezione civile non intervengono perché il nido è all'interno di un'abitazione. Zona San Benedetto. Qualcuno può aiutarmi? Grazie."

Allora, sicuramente non vi sarà sfuggito.
Praticamente qualche settimana fa SPIN, il programma di concerti dell'estate spezzina, venne inaugurata da Motta.

Nel presentare una sua canzone, dal titolo "Mio padre era comunista" (peraltro canzone dal testo molto bello), il cantautore ha detto una roba tipo "Mio padre era comunista... e a chi non sta bene può anche andarsene".

Nel corso del concerto poi, presentando una canzone come "Dov'è l'Italia?" (altra canzone dal testo molto impegnato) ha detto: "Il ritornello della canzone Dov'è l’Italia (la canzone che ha portato a Sanremo) me lo ha ispirato un pescatore di Lampedusa che ha incontrato di notte i barconi pieni di profughi. Ho piacere di suonare davanti a tanta gente in piazza in un concerto gratuito grazie al contributo del Comune, ma una cosa la devo dire: Mi dissocio non solo dal sindaco, ma da tutta quella gente che deve crescere e girare il mondo. Lo so non lo dovevo dire ma l’ho detto".

Ne sono seguite prese di posizione e reazioni piccate della Giunta, che ha sottolineato come - pur dissociandosi dalla Giunta - l'artista abbia ricevuto il cachet.

In questi giorni, il cantautore in un'intervista rilascia a Repubblica torna sulla questione perché gliene viene fatta domanda.

Diversamente da quanto sostenuto dal Comune (che un cantante venga pagato per il suo spettacolo e basta), Motta dice: "Purtroppo o per fortuna, non è che io canti e basta: chi sta su un palco ha il diritto e il dovere di dire come la pensa, anche al di là della musica, a costo di essere ridondante".

Mi pare un dibattito che potrebbe andare avanti in eterno, quello su quale sia il ruolo della musica e dell'arte.
C'è chi pensa sia solo divertimento e chi trova sia espressione di un modo di vedere il mondo.

"ABBIAMO UN GABBIANO IN DIFFICOLTÀ, CHI POSSIAMO CONTATTARE?"

Sara ha trovato un gabbiano con l'ala spezzata e una botta in testa. Ha già cercato qualcuno che possa prendersene cura, ma non riesce a trovare nessuno.

Qualcuno sa chi può contattare?

"Buongiorno ,io ho un grosso problema e non so a chi rivolgermi.

Stamattina mio marito ha trovato un piccolo gabbiano con un ala spezzata e una botta in testa, sta male, ma nessun veterinario a Spezia se ne sa occupare e l'unico in grado di farlo non può occuparsene.

Essendo un animale selvatico di certo non posso portarmelo a casa e curarlo noi che non ne abbiamo le competenze.

Ci é stato detto di portarlo al Cruma di Livorno entro le 18, ma non ne abbiamo proprio il tempo.

Qualcuno sa dirci come fare?

A noi dispiace lasciarlo alla sua sorte e riteniamo assurdo che un cittadino che trova un animale selvatico in difficoltà sia lasciato solo dalle istituzioni nel 2019,grazie"

- Sara B. -

Questo maltesiono è Thor.

Si è perso in zona Foce-La Gira.

Se lo vedete, chiamate Monica al 3393911709

Se volete dare una mano, fate girare.

NDR. Ha il microchip intestato alla suocera di Monica.

Storie che hanno scritto un capitolo dell'editoria italiana.
Buonviaggio, Andrea.

È morto Andrea Camilleri.

Buongiorno legere.
Com'è?

UN GRAN BEL SEDERE

La cameriera ha un gran bel sedere. Impossibile non notarlo, anche mentre aspetti distrattamente che la tua ordinazione sia pronta e ripassi mentalmente ciò che hai fatto e quel che resta da fare.

Mi accorgo anche dello sguardo liquido che l'uomo di fianco a me le pesa addosso. Morbido e lento, le cola sulla schiena, lanciato da dietro il bancone.
Sono quasi a disagio nell'assistere alla scena.

Usa frasi di circostanza per tenere aperto un contatto. Quando il silenzio prende la rincorsa, lo interrompe con una sciocchezza.
Fa qualche piccola rimostranza: "Non mi hai dato i tovaglioli", "Il bere diventa caldo". Finge di rimproverarla, lo fa con un sorriso, per tenere uno spiraglio aperto nella sua attenzione. .

La ragazza risponde con gentilezza, ma non è mai la prima a parlare. È sul lavoro, si sforza di mantenere un contegno professionale. Lo si capisce dai sorrisi che non perdono mai i bordi, come i disegni diligenti delle elementari.

Forse lui dovrebbe solo mettere da parte l'appiccicosa appartenenza a un'altra generazione. Dirle una roba tipo: "Senti, sono assolutamente stregato da te ed è per questo che ogni sera vengo a prendere birra che mi dà in pasto al caldo e cibo che poi butto. Non importa se ho la vita vent'anni più spessa della tua, se tu pensi che sia un folle, quali siano i tuoi programmi di stasera, uscita di qui. Importa solo che essere qui è tutto. E che se riesco a farti sorridere, poi ci ripenso e domani mi sveglio con quello sul cuscino. Dammi un bacio, cazzo".

No, forse no. Forse così sarebbe un film. Magari invece ha solo un matrimonio - non gli ho guardato le mani, dunque non lo so - che ha la voce piatta di una messa del sabato sera. Non so se per colpa sua, della moglie o di tutte e due. Magari si sente imprigionato e questa è una fuga, più vicina di altre, più a buon prezzo. Una di quelle fughe per cui non ti devi scusare, quando torni indietro.

Non so cosa sia, insomma. Ma mentre sono qui che aspetto la mia ordinazione, in piedi dietro al banco del locale, sento di avere di fianco il primo indeciso passo di un mondo intero.

#vitadaspezzino

FACE APP

Il nuovo ospedale del Felettino da vecchio.

NDR. Dai che oggi hanno approvato la variante.

Queata è Brenda.

Ha 6 mesi, è una cucciola di pastore tedesco (non pura) e cerca casa.

Se siete interessati, chiamate 331 572 5840

Se volete dare una mano, fate girare

FACEAPP

Sono caduto anche io nel giochino.
Ecco la simulazione di me da vecchio.

Oggi male.
Molto male.

- foto Diego Danesi -

Anche Strina non ha resistito alla App che ti fa vedere come sarai da vecchio...

Vi dico la mia su questa "Sagra della Cozza ligure" che mi segnalate in un migliaio.

È marketing fatto bene.

Ho provato anche io l'applicazione che ti fa vedere come sarai da vecchio.

È venuto un selfie.

Pago venti chili di farinata a chi mi spiega cosa sia il "FINTO BUONISTA".

Diventano 50 chili per chi mi spiega questo paradosso.
Per chi usa questi termini, "Buonista" è un insulto; "Finto buonista" è anch'esso un insulto.

Ma se "Buonista" è un insulto, "Finto buonista" - che a logica è uno che non è un buonista, ma lo è solo in apparenza - dovrebbe non essere un insulto.

Forse è intendono dire: "ipocrita", "imbroglione", "mentitore", "ingannatore", "ballista"?

JOVANOTTI AL FESTIVAL DELLA MENTE

Dopo un'estate di concerti in spiaggia e in montagna, il primo settembre Jovanotti sarà uno degli ospiti del Festival della Mente di Sarza a

Sarà protagonista di un dialogo con lo scrittore Paolo Giordano.

Ieri sera, comunque, è stato un spettacolo.

#Monterosso

- foto Diana Red -

UN AEROPORTO (TIPO SKIATHOS) ALLA PALMARIA PER LANCIARE IL TURISMO

Skiathos, paradisiaca isola greca dell'Egeo.
Ha un aeroporto dove atterrano anche i Boeing praticamente sulla testa delle persone.

E la cosa è diventata un'attrazione.

Dai, facciamolo anche alla Palmaria...

NDR. Ovviamente sto scherzando. Era solo per farvi vedere questo video assurdo.

Nell'affresco magistrale di Michelangelo all'interno della Cappella SiSTRINA un momento fondamentale per la storia dell'umanità:

Dio consegna all'uomo la focaccia.

Spezzino vero